Ricordi dal parco storico di Sukhothai.

Sukhothai

Viaggiando ho capito che il tempo che passi in un luogo ne influenza il ricordo fino ad un certo punto; spesso pesano più gli incontri, l’atmosfera, i colori, a volte quel qualcosa di magico, o misterioso, che arriva dentro fino al cuore e che è difficile spiegare a parole. Ci sono luoghi nel mondo che riescono a regalare memorie e sensazioni intense e durature anche se vi si trascorre poche ore: Sukhothai è uno di questi.

Wat Mahathat

Wat Mahathat

La cittadina di Sukhothai si trova più o meno nel mezzo alla parte settentrionale della Thailandia e la bellezza del suo parco storico, considerato da Skyscanner tra i 10 luoghi Patrimonio UNESCO da non perdere in Asia,  è ormai nota anche a livello mondiale. Lo avevo visitato nove anni fa in un umidissimo pomeriggio d’Agosto, accompagnata da un silenzio assoluto e circondata da specchi d’acqua coperti da fiori di loto. Mi colpì la sua bellezza delicata, un’atmosfera di estrema serenità e il significato etimologico del suo nome che da un po’ di anni porto sulla pelle. Nel mio ultimo viaggio in Thailandia il ritorno a Sukhothai non poteva quindi mancare.

Giardini di Sukhothai

Giardini di Sukhothai

Buddha

Sono arrivata in pullman scendendo da Chiang Mai, un viaggio scomodo e lunghissimo che se tornassi indietro sostituirei con un comodo e rapido volo low cost dato che il mini aeroporto presente – tra l’altro particolarmente bello – è ben collegato sia da Bangkok che da Chiang Mai. L’unico aspetto positivo della mia esperienza in pullman è che sono arrivata a metà pomeriggio, in tempo per visitare a piedi la parte centrale del parco evitando le ore più calde del giorno, ma soprattutto per godersi un tramonto indimenticabile. Se riuscite ad organizzarvi con gli spostamenti vi consiglio assolutamente di non perderlo restando nella zona del Wat Mahathat e riservando la visita della parte più periferica del parco la mattina presto. La bici è un’ottima soluzione per spostarsi (macchina e tuk tuk  mi sembravano troppo comodi e innaturali per esplorare un posto così antico) mentre dimenticate l’opzione a piedi viste le distanze ed il caldo, e ricordate invece un cappello, la protezione solare (non come la sottoscritta che si è quasi ustionata le spalle) e un po’ molta acqua fresca.

Frangipane

Frangipane profumati

Questa volta ho pedalato tanto, alla ricerca di resti di templi antichi tra campi verdi e viali alberati; mi sono persa a rincorrere con gli occhi nuvole giganti e  riflessi nell’acqua di palme bellissime; ho aspettato il calar del sole seduta in riva al laghetto fotografando cieli arancioni. C’era anche un buon profumo di frangipane, ancora un silenzio surreale, la stessa sensazione di pace, lo stesso splendore struggente.

sukhothai

I tramonti di Sukhothai

I tramonti di Sukhothai

cristina82t

Fiorentina. Scorpione ascendente Leone. Tre tatuaggi. Soffro di mal d'Asia. Curiosa, determinata e appassionata del mondo, amo scoprirlo insieme alla mia macchina fotografica con viaggi itineranti, possibilmente auto organizzati.

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2 Discussion to this post

  1. Monica scrive:

    Grazie mille Cristina, un post di viaggio deve essere un’ispirazione, prima di tutto. E parco storico di Sukhothai ispira davvero.

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