Due giorni a Trinidad, tra salsa, canchanchara e cieli romantici.

Trinidad

Sono arrivata a Trinidad alla luce del tramonto dopo un lungo viaggio di sette ore iniziato a Vinales e passato strizzata sul sedile anteriore di un camioncino tra il guidatore e il suo aiutante ascoltando musica latino americana, che quella a Cuba non manca mai. Arrivare a metà pomeriggio è stato un regalo di questo viaggio perché se a L’Avana c’è una luce speciale a qualsiasi ora del giorno, a Trinidad è al calar del sole che i colori delle case si accendono, la musica si diffonde e i cieli si fanno romantici.

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Appena arrivata a Trinidad, dietro l’angolo della nostra casa particular.

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Il cielo di Trinidad quando cala il sole.

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Le bellissime palme reali di Cuba.

A quest’ora del giorno c’è una luce rosa e non c’è momento più bello per ammirare i profili dei tetti sovrapposti a quelli delle palme, fotografare dettagli di questa cittadina uscita dal passato (se avete la Lonely Planet vi consiglio di seguire l’itinerario fotografico suggerito) o restare seduti sulle scalinate di Plaza Mayor incantati dai passi dei ballerini di salsa. E’ la sera che Trinidad rivela tutta la sua vivacità nei locali dove sorseggiare una buona canchanchara, bevanda tipica a base di rum, zucchero e miele, e ascoltare musica dal vivo per ballare fin dopo la mezzanotte. Le serate in questa città sono state le più divertenti del viaggio, complici le cene di aragosta in ristoranti coloniali di una bellezza incantevole, i balli e mojitos tra amici di viaggio e l’allegria contagiosa alla Casa della Musica.

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Portoni che aprono altri mondi e la luce rosa.

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Suonatori romantici in Plaza Mayor

La mattina invece è il momento ideale per esplorare le strade acciottolate del centro, senza limitarsi alla zona pedonale; è nelle vie circostanti infatti che si incontra la vita quotidiana al ritmo dei calessi: piccoli negozietti, panetterie, mercatini improvvisati, circoli sociali, scuole e anche una biblioteca bellissima – davanti alla banca in Calle Antonio Maceo. Merita entrare ovunque per scoprire piccoli mondi nascosti, fatti di colori inaspettati e pavimenti antichi meravigliosi.

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dentro alla biblioteca in Calle Antonio Maceo.

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All’interno di una scuola primaria.

Camminando per questa città sembra di essere tra le pagine de “L’amore ai tempi del colera”: attraverso le finestre aperte si scoprono salotti adornati da enormi specchi e lampadari di cristallo, dove il tempo è scandito da orologi a pendolo e il tè viene bevuto in serviti di porcellana antica. Ci sono dettagli meravigliosi. Ho un paio di indirizzi da suggerirvi per cenare in atmosfere molto suggestive, presto ve li darò!

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Dentro alle case questa città è ferma in un tempo lontano, romantica e coloniale; fuori invece è colorata, vivace e quando cala il sole, anche passionale. Trinidad ha molte facce e le porta tutte benissimo. Se andate a Cuba non fatevela sfuggire: questa ex colonia spagnola dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988 che al primo impatto sembra un gioiellino turistico ha invece un carattere autentico e saprà sorprendervi.

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cristina82t

Fiorentina. Scorpione ascendente Leone. Tre tatuaggi. Soffro di mal d'Asia. Curiosa, determinata e appassionata del mondo, amo scoprirlo insieme alla mia macchina fotografica con viaggi itineranti, possibilmente auto organizzati.

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