L’Avana: luce e magia.

Habana

“Ecco che cosa ha L’Avana: più la conosci e più la ami. Non ti annoia mai, la trovi sempre più affascinante, perchè ogni volta ti sembra un’avventura diversa, un fascino che ti riduce il cuore in un frullato di papaya. Anche se sta cadendo a pezzi, anche se muore di disillusioni. L’Avana sarà per sempre L’Avana.”
Zoe Valdes, La vita intera ti ho dato.

Ah, L’Avana…il cuore ridotto in un frullato di papaya. Esattamente. Forse quelle di Zoè Valdès è davvero il modo più vicino per descrivere lo stato d’animo che questa città mi ha lasciato: mi ha frullata, scombussolata, innamorata come pochi posti fino adesso erano riusciti a fare. Nei giorni precedenti alla partenza, leggendo “L’Avana – Ritratto di una città” di Lorenzo Pini, mi ero lasciata trascinare verso uno stato di malinconia attraverso parole di poeti cubani dai sentimenti latini; mi ero immaginata in un tempo passato grazie al racconto di tradizioni, aneddoti curiosi e pezzi di storia incancellabili, alle illustrazioni di locandine di film d’epoca come quello di Fresa y Chocolate, alle fotografie in bianco e nero di Che Guevara insieme a John Lennon. Non pensavo però che avrei toccato con mano quel tempo, in realtà molto più presente che passato: L’Avana è una città d’epoca catapultata nel 2017.

Habana vieja

Nonostante i ritmi cubani, con i suoi due milioni e mezzo di abitanti, L’Avana è una città piena di vita sempre in movimento: macchine americane dai colori pastello passano lucide tra il Parque Central e il Capitolio, bicitaxi girano affannati tra le strade perpendicolari e i negozi vuoti del Centro Habana, voci e musica dalle finestre dell’Habana vieja di prima mattina dove i galli ogni giorno danno la sveglia all’alba.

L’Avana ha due cose magiche: la luce e la sua atmosfera. C’è una luce commovente in questa città, a qualsiasi ora della giornata: riscalda i colori dei palazzi, accende il bianco dei panni stessi alle terrazze, abbraccia lo spirito di chi la abita e mentre ti incanta, anche il tuo. E’ facile cadere nella rete del suo amore mentre si cammina per le sue strade, con gli occhi persi in tanta bellezza. Non importa se certi palazzi sono crollati, se interi isolati sono fatti solo di facciate, travi di ferro e finestre vuote: L’Avana ha il fascino della decadenza, colori che la rendono viva più di una città tirata a lucido, terrazzi barocchi pieni di piante e alberi che nascono in alto tra le crepe dei muri, portoni in cui entrare per scoprire altri mondi e scale neoclassiche di cui forse ancora non abbiamo capito il reale valore. A tratti è un po’ Lisbona e un po’ Palermo.

Habana

Habana vieja

Habana vieja Calle Acosta

Habana vieja Calle Acosta

Habana vieja

Habana vieja

Camminare a L’Avana non stanca mai. Per la prima volta ho dimenticato di avere una mappa a disposizione: ho camminato cercando di esplorare ogni strada che incontravo, sono tornata sui miei passi più volte per vedere ancora la vita per le strade, ad ogni ora diversa, ho osservato nei minimi dettagli scheletri di palazzi barocchi e coloniali provando ad immaginare quanto un tempo doveva essere stata splendente questa capitale. La chiamano anche la città delle colonne: interi quartieri con lunghi portici sotto cui camminare, colonne maestose ed archi altissimi e sotto la vita che scorre.

L'Avana

Habana

habana

Habana

La vita a L’Avana è por la calle, tutti si ritrovano in strada: bambini che giocano, ambulanti che vendono gelati, banane e corone d’aglio, ragazze a passeggio, uomini fermi agli incroci che osservano la vita degli altri, signore in fila per prendere il pane, per aspettare lo zucchero, per cercare il sapone, per comprare un’ora di connessione al resto del mondo. Loro non lo sanno ancora, ma il lato positivo di non avere una wifi libera lascia ancora molte occasioni per parlare, ridere insieme, raccontarsi cose: vedeste quanto chiacchierano tra loro gli habaneros! Stanno sempre a parlare sulle porte, alle finestre, da un terrazzo ad un altro e anche al telefono fisso di casa. I portoni sono spesso aperti, stereo e TV sempre accese; capita di dare un’occhiata mentre si passa riscoprendo nei salotti la ricchezza della semplicità: pochi beni ma molta anima questi habaneros. Curiosi, allegri, ospitali, sempre pronti a scambiare due parole, a regalarti un sorriso mentre vaghi col naso all’insù e col cuore aperto. Quanta vita che mi hanno regalato…

Habana

Habana

Habana vieja - calle Acosta

Habana vieja – calle Acosta

L'Avana

Habana

L’Avana mi ha trasmesso vibrazioni speciali, sorrisi sdentati particolarmente sinceri, balli in famiglia che difficilmente scorderò, mojitos dal sapore originale, un buon gelato alla nocciola da Coppelia, come nel film, il mio primo daiquiri in mezzo alle fotografie di Hemingway e all’allegria unica del Floridita, incontri belli e momenti suggestivi come la cena del primo giorno di questo anno su una terrazza a tetto insieme a Serena, con tutto il Centro Habana intorno.

Habana
Come mi piaceva quando Amelia la mattina mi salutava con un “hasta luego, mi vida!”, o quando in giro con nostro zio gli amici lo salutavano così: “hola papi, te quiero!”. Come mi piaceva a colazione il sapore del latte bollente zuccherato preparato da Yoanes e Grisel e quello dei cangrejos caldi, ripieni di formaggio e marmellata di guayava, fatti da una signora nella sua cucina affacciata su Calle Acosta, nel cuore dell’Habana Vieja. Com’era buono l’odore del pane appena sfornato che si sentiva quando tornavamo a casa nella notte. Com’era bello vedere la città da da quella Chevrolet amarilla…Quanto mi hanno fatto emozionare i balli di intere famiglie per strada alle cinque di pomeriggio per salutare il vecchio anno? Se poteste vedermi in questo istante ho ancora la loro allegria riflessa nei miei occhi, ma anche la nostalgia del Malecòn, con i suoi palazzi intrisi di salsedine, povertà e malinconia. L’Avana è anche questo, piena di contraddizioni, contrasti e scaffali vuoti ma ricca di spirito di solidarietà e rispetto tra le persone, variegata nei lineamenti e nei colori della pelle. Molti al mondo non lo sanno ma L’Avana è una delle più forti, delle più vere e delle più belle. Non so per quanto tempo riuscirò a starle lontano.

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cristina82t

Fiorentina. Scorpione ascendente Leone. Tre tatuaggi. Soffro di mal d'Asia. Curiosa, determinata e appassionata del mondo, amo scoprirlo insieme alla mia macchina fotografica con viaggi itineranti, possibilmente auto organizzati.

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6 Discussion to this post

  1. Serena scrive:

    Cri, mia cara Cri, tu vuoi farmi struggere di malinconia!
    Condivido ogni parola che hai scritto, incontrarti in un posto così speciale è stato un dono. Facciamo in modo che quella contagiosa allegria pervada le nostre giornate sempre. Buona giornata, mi vida!

    • Cristina scrive:

      Hola, mi amor! :) Sì, è stato proprio un dono speciale e sono felice di avere condiviso pezzettini di questo viaggio proprio con te <3 Possiamo capire bene questa cubanidad e struggerci a vicenda. eheheh :)

  2. Manuela scrive:

    Adoro questo post e le tue foto sono magiche!
    Sai, Cuba non mi aveva mai attratto particolarmente, ma ultimamente solletica il mio cuore!

    • Cristina scrive:

      Manu grazie! Sai che anche a me inizialmente attirava il giusto, mai avrei pensato ad un’atmosfera così bella e a delle persone così affettuose. Ora però che sono tornata posso solo dirti che non puoi perderti Cuba! <3

  3. Davvero una poesia questo articolo! Foto magnifiche è un racconto che mi ha trasportato in questa terra che tanto sogno di vedere…
    Bellissimo, corro a rileggere….

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