Visitare Angkor in 3 giorni.

Angkor

Quante volte avete sentito parlare di Angkor? Quante volte siete già rimasti incantati guardando in fotografia i profili dei suoi templi oscurati al tramonto? Qualsiasi sia la risposta, fino a che non scoprirete questo luogo con i vostri sensi, non potrete mai immaginare la sua atmosfera: nessuna parola può descrivere la magia di Angkor come il suo profumo. E’ respirando la sua aria, è calpestando la sua terra rossa, è camminando tra radici giganti di alberi immensi, è perdendosi tra porte e corridoi di pietre secolari, che Angkor si svela nella sua maestosità: l’antico regno khmer della Cambogia è un capolavoro unico al mondo.  

Angkor

Dentro l’ Angkor Wat

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1992, il parco archeologico di Angkor merita una visita non solo se vi trovate in Cambogia ma anche se state programmando un viaggio nei paesi vicini e avete qualche giorno in più a disposizione per il vostro itinerario: cercate un volo con Air Asia per Siem Reap – città alle porte del vecchio mondo di Angkor –  e prenotate un albergo, possibilmente con la piscina (vi tornerà utile rinfrescarvi a fine giornata visto il clima umido).  C’è chi sostiene che per visitare bene tutto il parco occorra almeno una settimana; certamente spazi e distanze sono molto ampi ma se siete viaggiatori indipendenti abituati a buoni ritmi e vi spostate con un tuk-tuk, tre giorni pieni vi saranno sufficienti per visitare i maestosi templi principali, godervi a fine pomeriggio un bagno in piscina o un bel massaggio rilassante (le giornate ad Angkor iniziano molto presto!) e innamorarvi perdutamente di questa terra dal sorriso sincero, come è successo a me.

PRIMA DI PARTIRE.

DOCUMENTI E MONETA: per entrare nel paese occorrono passaporto (con validità residua di sei mesi dal momento di ingresso nel paese) e visto turistico che costa circa 30 USD e dura 30 giorni; io l’ho fatto direttamente all’arrivo in aeroporto in circa 10 minuti portando con me 30 USD precisi e due fototessere. In alternativa potete richiederlo online dall’Italia o direttamente alla frontiera se entrate via terra. In questo caso informatevi bene perchè il visto non viene rilasciato a tutti gli ingressi nel paese e visto che non ho esperienza diretta, per avere informazioni precise ed aggiornate, vi suggerisco di consultare siti di riferimento come Viaggiare Sicuri. Per quanto riguarda i soldi conviene portare i dollari americani, utilizzati di fatto come la prima moneta.

VISITARE ANGKOR.

Ta Prohm

Se come me siete viaggiatori indipendenti, una volta arrivati a Siem Reap dovrete pensare a due cose: il pass per entrare al parco e il mezzo con cui spostarvi al suo interno.

Il pass di ingresso è acquistabile per 1, 3 o 7 giorni presso un edificio lungo la strada che collega Siem Reap ad Angkor. Questo sembra un tratto in mezzo al nulla ma se siete attenti, avrete l’occasione di vedere spaccati di vita rurale cambogiana: risaie verdi a perdita d’occhio, contadini e operai, vacche magrissime, giardini dalla natura rigogliosa e fiori bianco intenso. L’estate non è la stagione migliore per visitare il paese ma è sicuramente il  periodo per vedere al massimo splendore il verde Cambogia. Ad Agosto 2016 il biglietto per 3 giorni costava 40 USD ma le tariffe adesso dovrebbero essere aumentate un po’. Il pass è personale (vi faranno una foto elettronica al momento dell’emissione): conservatelo in un posto sicuro a portata di mano perchè vi verrà richiesto all’entrata di ogni tempio e in caso di smarrimento, dovrete riacquistarlo.

Per spostarvi all’interno di tutta l’area del parco, visto le distanze chilometriche e il clima che può essere molto umido, vi suggerisco di optare per un tuk-tuk che vi verrà a prendere e vi riporterà direttamente al vostro albergo. Il costo per un’intera giornata (compreso il rifornimento di acqua fresca sempre a disposizione) è di circa 20 USD; le tariffe possono essere  diverse a seconda del percorso che concordate di fare insieme al vostro driver (ci sono infatti templi distribuiti sul Circuito Piccolo e sul Circuito Grande). Noi ci siamo affidati a Nam, un ragazzo gentilissimo e affidabile che parla inglese e che potete contattare tramite Facebook. Avere un buon driver fa la differenza! Le altre possibilità sono noleggiare una bicicletta (preparatevi a chilometri e chilometri sotto il sole!) o la macchina col guidatore che però, in mezzo alla natura di Angkor, stona molto. Se non avete eisgenze particolari , scegliete il tuk tuk: non solo vi sentirete in un’atmosfera tipicamente asiatica ma potrete sentire l’odore buono degli alberi, rinfrescarvi ogni tanto col vento tra i capelli e immergervi dentro il panorama che state attraversando.

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I TEMPLI DI ANGKOR. 

Anche se avete aspettative alte, preparatevi a rimanere stupiti e affascinati mentre esplorerete i vari templi. Non entro nei dettagli storici ed architettonici di ognuno su cui potete trovare testi molto più approfonditi, voglio solo preannunciarvi che non vi aspetta il “classico” parco archeologico, bensì centinaia di templi più o meno conservati, un tempo sedi dei centri religiosi, politici e sociali della città, che racchiudono segreti e codici ancora indecifrati appartenuti ai vari regni Khmer cambogiani. Angkor risale infatti all’800 d.c e si è continuata a sviluppare fino al 1.400 circa mostrando nell’area asiatica tutto il suo splendore e la sua potenza con più di un milione di abitanti quando Londra ne contava solo 50.000. I templi principali sono distribuiti su due circuiti, quello grande e quello piccolo; in tre giorni avrete il tempo di vedere tutti i templi di questi due percorsi. Non temete: ogni edificio ha il suo fascino, la sua architettura, la sua particolarità: porte intarsiate, radici fuse con la pietra, terrazze pensate con precise geometrie, corridoi quasi come labirinti, statue di elefanti e simboli misteriosi, monaci in preghiera, laghi come specchi: ognuno di essi vi lascerà a bocca aperta.

Solo due dritte se avete meno di tre giorni: fare una selezione non è facile ma se avete poco tempo vi suggerisco di non perdetevi l’alba all’Angkor Wat, edificio religioso più grande al mondo, sicuramente il più importante e il più immortalato nelle fotografie dei visitatori. La cosa richiede di alzarsi verso le 4 del mattino per essere lì alle 5 ma lo spettacolo è unico: vederlo illuminare alla luce del sole è un ricordo che vi resterà per sempre e sarete pronti per visitarlo (non scordatevi l’acqua perchè l’umidità a quell’ora è già molta e portatevi la colazione dietro; considerate circa 3 ore per la visita). Gli altri templi da non perdere sono il Bayon ma soprattutto il Ta Prohm, reso celebre anche per alcune scene del film Tomb Raider e per le radici degli alberi intrecciate con tetti e muri. Se avete altro tempo non mancate il Preah Neak Poan, non tanto per la sua struttura (l’edificio buddista è piuttosto piccolo) quanto per la sua posizione nel mezzo di un bacino d’acqua da cui spuntano alberi regalando uno scenario surreale.

Angkor Wat

Angkor Wat all’alba.

 

Angkor

Angkor Wat

Angkor Wat

Angkor Wat

Angkor

Ta Prohm

Ta Prohm - Angkor

Angkor

OLTRE IL PARCO ARCHEOLOGICO – I MIEI SUGGERIMENTI:

DOVE ALLOGGIARE: Un’ottima offerta su booking.com ci ha fatto scegliere il Somadevi Angkor Resort-Spa , un 4 stelle molto bello appena fuori dalle stradine più centrali e rumorose del centro di Siem Reap (5 minuti a piedi), nella direzione di Angkor. Iper consigliato per posizione, spazio e pulizia delle camere, cordialità del personale, la bellissima piscina e la presenza della Spa che dopo sveglie all’alba e giornate di cammino in un clima molto umido non sono da sottovalutare. Su richiesta vi vengono a prendere all’arrivo all’aeroporto e vi riportano quando partite.

Somadevi Hotel Angkor

Angkor

DOVE MANGIARE: nel centro di Siem Reap, che ruota intorno alla vivacissima Pub Street, troverete numerosi locali e ristoranti, dai più tradizionali ai più moderni. Per mangiare street food c’è l’imbarazzo della scelta e vi consiglio di assaggiare tutto quello che vi capita sotto gli occhi: per me la cucina cambogiana è stata una vera sorpresa, dal salato al dolce! Se invece cercate un ristorante per una cena un po’ più ricercata e in un’atmosfera più tranquilla, vi suggerisco il Chanrey Tree, un ristorante lungo il fiume a soli cinque minuti a piedi da Pub Street: il posto è molto curato, con un bellissimo giardino e una bella atmosfera. I prezzi sono più elevati rispetto alla media dei prezzi cambogiani ma location, gentilezza del personale e qualità del cibo sono davvero ottimi tant’è che i sapori della nostra prima cena cambogiana me li ricordo ancora. Deliziosi i petali di banana fritti come snack per l’attesa e squisito il fish amok, piatto tradizionale della cucina khmer a base di pesce di fiume, cocco e curry. Andateci una sera!

DOVE PASSARE LE SERATE: Tanto è surreale l’atmosfera di Angkor, tanto è vivace quella di Pub Street e del piccolo centro di Siem Reap che di sera si anima con musica, mercati notturni, luci e lucine, locali dove bere birra con mezzo dollaro (e la seconda te la regalano) ma anche bar man ambulanti dai colori fluorescenti. Il tutto può apparire turistico e confusionario ma è tutto ciò che può farvi svagare un po’ la sera ed in fondo è piacevole: cercate di rilassarvi e godervi l’atmosfera spensierata da isola!

Pub Street - Siem Reap

DOVE SPENDERE BENE UN PAIO D’ORE: Se avete un paio d’ore libere potete fare visita all’Angkor Hospital for Children (previo appuntamento) che si trova vicino al centro, a pochi metri dall’albergo dove alloggiavo. L’ospedale è stato fondato nel 1993 da un fotografo giapponese che vedendo la tragica situazione sanitaria nel paese durante il suo viaggio ad Angkor, decise di voler fare qualcosa di concreto per curare i bambini cambogiani. La storia e l’attività attuale dell’ospedale la trovate sul sito dell’ospedale che porta avanti il suo lavoro anche grazie al lavoro di molti volontari e alle donazioni private.

Siete pronti alla meraviglia adesso?

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admin

Fiorentina. Scorpione ascendente Leone. Tre tatuaggi. Soffro di mal d'Asia. Curiosa, determinata e appassionata del mondo, amo scoprirlo insieme alla mia macchina fotografica con viaggi itineranti, possibilmente auto organizzati.

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