California e parchi nazionali americani: itinerario e consigli pratici.

Bad water point, Death Valley, California.

Partire per un on the road negli Stati Uniti per chi è abituato a viaggiare in autonomia può sembrare una delle cose più semplici: paese sviluppato, macchina a noleggio, lingua condivisa, comodità varie come mappe offline per il navigatore e fast food che sul cibo mettono d’accordo tutti (o quasi :) ).

Certamente non è una destinazione difficile da preparare ma ci sono alcuni suggerimenti che voglio darvi per riuscire ad ottimizzare il vostro tempo sia in fase organizzativa che lungo la vostra strada, soprattutto se come me e i miei compagni di viaggio avete il desiderio e l’ambizione di vedere luoghi e parchi distribuiti tra California, Utah, Nevada e Colorado in due settimane. Abbiamo quindi preferito partire con itinerario e pernottamenti già stabiliti per evitare di perdere tempo ogni giorno alla ricerca di un albergo che facesse al caso nostro. Il primo avviso che mi preme darvi è proprio questo: gli alberghi sono piuttosto cari considerando il rapporto qualità-prezzo che offrono ma soprattutto (California a parte) sia lungo le strade infinite che fuori dai parchi, non troverete un’ampia offerta di alloggi. La situazione a volte si fa proprio desolata, come quella volta, a pochi chilometri dal Grand Canyon, quando per cena ci siamo arrangiati con pop corn e patatine comprati ad un distributore di benzina. Alle 21 di sera. E vabbè .

Tornando alla prenotazione degli alberghi, abbiamo iniziato a pianificare tutto un mese prima utilizzando booking.com e venere.com ma non sempre attraverso questi siti abbiamo trovato facilmente una soluzione; nella nostra esperienza abbiamo constatato che molti alberghi e motel sono prenotabili direttamente dal loro sito: niente di male, solo che rispetto ad altre destinazioni occorre uno scambio di email e quindi un po’ di tempo in più. Più avanti nel post troverete tutti gli indirizzi dei vari posti dove abbiamo pernottato.

Per scrivere questo post ho raccolto informazioni e ricordi insieme alla mia amica Bene e agli altri compagni di questo viaggione che, a distanza di un anno preciso, è un ricordo molto intenso e, nella mia mente, anche più bello rispetto a quando sono tornata. Si vede che a volte i grandi spazi (ma proprio grandi, eh!) hanno bisogno di essere elaborati lentamente.

Half Dome - Yosemite National Park, California.

Half Dome – Yosemite National Park, California.

INFORMAZIONI PRATICHE PRIMA DI PARTIRE.

I DOCUMENTI: per  entrare negli USA per turismo, se il viaggio è inferiore a 90 giorni e si ha già un biglietto di ritorno, è possibile viaggiare senza visto all’interno del programma Visa Waiver Program solo se in possesso del passaporto in formato elettronico (dall’ 1 Aprile 2016). Occorre comunque richiedere online l’ESTA, – Eletronic System for Travel Authorization –  ovvero l’autorizzazione al viaggio elettronica che costa 14 dollari (rimane valida due anni). Per maggiori informazioni e casi particolari consiglio di consultare in tempo i siti online aggiornati tra cui www.viaggiaresicuri.it e quello della Polizia di Stato.

ASSICURAZIONE: come per ogni viaggio all’estero non può mancare un’assicurazione che copra l’assistenza sanitaria (a maggior ragione negli USA dove vi è un sistema sanitario privato basato sulle compagnie assicurative).

VOLI: effettuati interamente con la Delta Airlines (Venezia-San Francisco con scalo a New York; ritorno Los Angeles-Venezia con scalo ad Atlanta). Apro una parentesi per raccontarvi l’ ”avventura” vissuta all’andata a causa del ritardo con cui siamo atterrati a NY, giusto per ricordarvi che alla fine avere una connessione internet sul proprio telefono a volte può tornare molto, molto utile. [Se non vi interessa, passate oltre, direttamente a SPOSTAMENTI].

Allora, il fatto è questo: a causa di un temporale sopra New York siamo atterrati con più di un’ora di ritardo perdendo sotto il naso la coincidenza con il secondo aereo che per un po’ ci ha aspettato in pista poi, mentre aspettavamo di prendere i nostri bagagli, ciaone ed è partito. Nello stesso istante si è volatilizzata anche l’assistenza della Delta. Siamo andati a cercare informazioni al bancone della Delta dove l’unica cosa che sapevano dirci era che saremmo dovuti rimanere a dormire lì e attendere una soluzione per il giorno seguente. Nel frattempo, mentre eravamo in coda, ci è venuto in mente di controllare l’email sul cellulare – grazie esclusivamente all’abbonamento che dall’Italia avevamo stipulato con la nostra compagnia telefonica perché, attenzione, attenzione, al JFK di NY non c’è il wifi, almeno in quella zona dell’aeroporto. [Risulta anche a voi?].  Delta ci aveva scritto che aveva riservato 4 posti per noi sul volo che sarebbe partito per San Francisco di lì a poco ma di cui l’assistenza a terra non sapeva niente (più volte ci aveva detto che non c’erano più voli quel giorno). Ci siamo fidati dell’email e abbiamo fatto una corsa ai controlli, superati tranquillamente senza una carta di imbarco valida e senza un posto certo; che ci hanno assegnato direttamente al nostro gate. Poi siamo volati a SF con l’incognita di dove fossero andati a finire i nostri bagagli che per fortuna sono arrivati con noi. Happy end, nonostante tutto. Ma la prossima volta negli USA, ciao Delta.

SPOSTAMENTI: a San Francisco ci è tornato utile il MUNI Passport che consente di prendere autobus e cable car in modo illimitato (il costo varia a seconda che sia per 1, 3 o 7 giorni). Solitamente quando sono in una città non compro quasi mai questi tipi di biglietti perchè preferisco esplorare a piedi il più possibile ma San Francisco è una città piuttosto dispersiva, con salite davvero ripide e luoghi di interesse molto distanti tra loro quindi potrebbe esservi utile.

Dopo l’ultimo giorno a San Francisco abbiamo affittato la macchina, una bellissima Dodge bianca che ci ha scorrazzato egregiamente per tutto il viaggio lungo strade e scenari infiniti. Abbiamo effettuato il noleggio con Alamo facendo il drop in all’aeroporto di Oakland e il drop off a quello di Los Angeles; ritirando la macchina ad Oakland, raggiungibile in poco tempo da San Francisco, abbiamo risparmiato circa 300 euro sul costo del noleggio.

PASS PARCHI NAZIONALI.

Ai parchi si può accedere pagando il singolo ingresso o facendo la National Pass Card all’ingresso del primo parco che decidete di visitare; questa tessera consente di entrare in tutti parchi nazionali USA (eccetto quelli all’interno del territorio Navajo come Monument Valley ed Antelope Canyon) anche più volte in giorni diversi ed ha un costo di 80 dollari a veicolo perciò, visto che la singola entrata ai vari parchi è in media 20-30 euro, valutate se farla se pensate di visitarne almeno tre o quattro. Inoltre è di durata annuale, perciò se avete amici che andranno dopo di voi potrete cederglielo.

USA

 

ITINERARIO.

3.932 km in 14 giorni (30 Luglio- 13 Agosto 2015).  Questi numeri vogliono dire svegliarsi spesso la mattina presto, anche all’alba, non porsi limiti di ore alla guida, arrangiarsi qualche volta. E’ un itinerario per chi non si scompone troppo se ci sono spostamenti quotidiani molto lunghi, ma le strade americane tutto sommato sono dalla parte di chi deve guidare: stradoni immensi, dritti, grandi e vuoti. E cambio automatico. Eccetto il groviglio di strade e il traffico di Los Angeles, guidare per le strade americane attorniati da scenari naturali unici non è troppo faticoso e risulta molto suggestivo.

GIORNO PER GIORNO:

31 Luglio/3 Agosto – San Francisco: 3 giorni pieni dedicati alla città del Golden Gate, tra corse sui cable car, zuppa di granchio da leccarsi i baffi, e casette uscite da un telefilm. Per scoprire cosa non perdersi in città potete approfondire con questo post che ho scritto poco dopo il mio rientro: San Francisco da non perdere.  Dopo l’ultima mattina a San Francisco, ci siamo diretti verso Oakland per ritirare la macchina e siamo partiti direzione Jamestown, paesino costituito da un’unica strada e uscito da un film del far west, scelto per il pernottamento per essere vicini all’ingresso dello Yosemite National Park.

Jamestown

Jamestown

4 Agosto: giornata dedicata allo Yosemite National Park: massicci rocciosi, prati a perdita d’occhio, cascate e laghi verdi, boschi di sequoie giganti e l’imperdibile Glacier Point da cui si può ammirare un magnifico panorama a 3.000 metri di altezza insieme a tanti scoiattolini. Lungo il tragitto attraverso il parco abbiamo avuto la fortuna di vedere anche un cucciolo di orso a pochi metri di distanza. Una vera emozione vederlo nel suo habitat naturale! La sera ci fermiamo a Lone Pine, vicino all’ingresso della Death Valley, dopo aver percorso strade dritte in mezzo al primo deserto e alla luce del tramonto.

5 AgostoDeath Valley, ovvero la valle più famosa, più calda, più arida, più spettacolare degli Stati Uniti. Cavolo se è spettacolare; se ci ripenso mi vengono i brividi (si fa per dire visto che il sole lì cuoce). Imperdibili l’Artist Road, Bad Water Point, il surreale Zabriskie Point. Immancabili acqua e protezione solare per quei brevi momenti in cui uscirete dalla macchina.

Bad water point, Death Valley, California.

Bad water point, Death Valley, California.

5-6 Agosto – Las Vegas: arriviamo in città nel pomeriggio. Per qualcuno imperdibile, per me solo una sosta inevitabile lungo un tragitto nel niente. Ne ho parlato qui
7 Agosto – Bryce Canyon:
lasciata Las Vegas di prima mattina, arriviamo al parco per l’ora di pranzo e visitiamo tutti i punti dell’anello stradale, facendo anche un paio d’ore di trekking lungo il Navajo Loop. I colori del Bryce sono speciali, gli scenari rubano il fiato. Finito di leggere questo post, se vi va date uno sguardo qui >  Bryce Canyon: dove la natura ti spiazza . Proseguiamo poi per Page dove arriviamo in serata.

8-9-10 Agosto – Lake Powell, Horseshoe Band, Antelope Canyon, Monument Valley, Grand Canyon.  

Con base a Page visitiamo la Monument Valley il primo giorno poichè l’Antelope è chiuso per allagamenti data la pioggia del giorno precedente, e l’Antelope Canyon e Horseshoe Band il secondo giorno. [In questo post vi ho lasciato un po’ di informazioni per visitare l’Antelope Canyon.] Lo stesso giorno nel pomeriggio arriviamo al Grand Canyon giusto in tempo per vedere due punti panoramici e goderci uno dei tramonti più suggestivi di tutta la mia vita.

usa

Monument Valley

grand canyon

11 Agosto – Lasciamo il Grand Canyon la mattina presto per una lunga giornata di solo viaggio, direzione Los Angeles. Arriviamo molto stanchi per una coda che ci ha bloccato quasi tre ore sulla strada e pernottiamo ad Hermosa Beach.

12 Agosto – Passiamo la mattina fermandoci alle famose spiagge a nord di Los Angeles: Santa Monica e Venice beach (personalmente le ho trovate molto squallidine), pranziamo lungo la scogliera di Malibu  e arriviamo a Santa Barbara nel pomeriggio. 
12-13 Santa Barbara:
ci fermiamo tre giorni qui per assaporare forse, quella che è la vera atmosfera californiana. Tutto quello che mi ha fatto innamorare di Santa Barbara lo trovate in questo post.

Santa Barbara

Old Mission – Santa Barbara.

14 Agosto – Universal Studios: per me – ma non per tutti – un po’ una delusione. In poche parole mi aspettavo più storia del cinema e meno Minions. Il mio pensiero è questo però…de gustibus!

15 Agosto – Los Angeles: levataccia, guidiamo fino all’aeroporto, lasciamo la nostra Dodge e aspettiamo il nostro volo di rientro in Italia.

ALBERGHI.

USA on the road

Come ho già detto gli alberghi sono piuttosto cari, anche se scegliete dei motel. Noi spesso per risparmiare abbiamo dormito nelle camere per 4 persone con due letti king size, una buona soluzione avendo la compagnia giusta :) .

SAN FRANCISCO: GALLERIA PARK HOTEL . Albergo molto carino e pulito, in una zona comoda e piuttosto tranquilla della città, anche di sera. Non è economico ma San Francisco è davvero molto, molto cara per dormire. Per valutare le zone dove conviene alloggiare e quelle invece da evitare perchè pericolose, vi suggerisco di leggere attentamente questo post sul blog Viachesiva di Irene che abitando là conosce la città e dà sempre delle valide dritte.

YOSEMITE NATIONAL PARK: ROYAL CARRIAGE INN a Jamestown di cui vi ho già parlato. Abbiamo dormito qui la notte prima di visitare il parco (dentro era tutto pieno e costava abbastanza di più). Semplice ma carino, col porticato di legno in stile far west e tutte le lucine appese.

DEATH VALLEY   Dow Villa Motelabbastanza squallido nel piccolo agglomerato di case di Lone Pine, lungo la strada, vicino all’ingresso della Death Valley. Abbiamo avuto un problema con l’overbooking perciò ci hanno arrangiato in quattro in una camera da due con un po’ di sconto. Non lo consiglio ma se volete stare in zona non c’è tanto di più. Provate a cercare comunque!

LAS VEGAS: SLS LAS VEGAS   nuovo, moderno e pulito, con il parcheggio per la macchina. Si trova in fondo alla Strip, la strada principale della città ma appena fuori dall’ingresso ha la fermata della monorail che effettua fermate lungo tutta questa strada. Ha una piscina e un casinò (come quasi tutti gli hotel) ma è abbastanza tranquillo perchè rimanendo all’estremità non raccoglie il passaggio di gente che invece c’è negli alberghi più centrali. Contrariamente alle altre località, a Las Vegas gli alberghi costano molto poco. Noi abbiamo pagato 40 euro a notte una bellissima stanza doppia.

PAGE – LAKE POWELL Quality inn  senza pretese ma pulito, con parcheggio e abbondante colazione. Ottima base se volete visitare l’Antelope Canyon e la Monument Valley.

GRAND CANYON: Cameron Trading Post, gestito da indiani navajo. Sperduto in una zona davvero desolata nonostante i pochi chilometri che lo separano dall’ingresso del parco. Dopo le 21.00 è stato impossibile cenare: il ristorante dell’albergo ci ha chiuso le porte sotto gli occhi e in zona non c’era niente: è andata a finire a patatine e pop corn comprati dal benzinaio e mangiati in camera. Un piccolo pigiama party.

HERMOSA BEACH: Albergo della catena Quality Inn prenotato telefonicamente lungo la strada alle porte di Los Angeles. Nella media e pulito, più che sufficiente per starci una notte di passaggio e vicino alla strada principale di Hermosa che porta alla spiaggia.

SANTA BARBARA: Orange Tree Inn . A Santa Barbara potete trovare sicuramente di meglio ma a noi questo semplice motel bastava per dormire. Semplice ma pulito, e in ottima posizione sulla strada principale della cittadina.

LOS ANGELES: Motel 6, consigliabile se cercate un letto pulito alle porte dell’aeroporto prima di una partenza di prima mattina. Se le esigenze sono diverse, cercate qualcos’altro.

 

PASTI DEGNI DI NOTA.

Big John's BBQ - Page
SAN FRANCISCO

PAGE

  • Big John’s BBQ: posto molto country ricavato in un ex-benzinaio con musica dal vivo e carne alla brace. Quello che si cerca in un viaggio on the road dopo ore in macchina. Immancabile se vi trovate qui.

MALIBU

  • Neptune’s Net Seafoodristorante self service lungo la costa molto frequentato e conosciuto dai locali ottimo per un pranzo veloce a base di pesce, meglio se fritto seguito da siesta sugli scogli di fronte.  Inserire Link

SANTA BARBARA

  • Shell Fish Company: ottimi piattoni di pesce da mangiare anche sul molo, in fondo alla State Street.
  • Farmers Market lungo la State Street
  • Casablanca: ristorante messicano molto vivace e di buona qualità.

Per ulteriori informazioni consiglio il blog di Max , di Paola Scusate io vado, di Elisa Trip Village e di Simona Sacri  dove ho trovato validi spunti anche io.

cristina82t

Fiorentina. Scorpione ascendente Leone. Tre tatuaggi. Soffro di mal d'Asia. Curiosa, determinata e appassionata del mondo, amo scoprirlo insieme alla mia macchina fotografica con viaggi itineranti, possibilmente auto organizzati.

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4 Discussion to this post

  1. Daniela scrive:

    Mi sembra che Delta vi abbia dato un ottimo servizio ma pare che non lo abbiate apprezzato. Evidentemente non conoscete le altre compagnie americane, la maggior parte di loro vi avrebbero lascito a terra.
    In USA succede frequentemente che l’aeroporto venga temporaneamente chiuso a causa di uno storm ed è normale che tutto si rallenti!

    • Cristina scrive:

      Ciao Daniela, come ti avevo già risposto, non è che non ho apprezzato, solo che di fatto nella gestione della cosa qualcosa non è tornato. Ho trovato l’assistenza in aeroporto totalmente inadeguata ma dai racconti anche di altre persone sto iniziando a pensare che in tutto il JFK sia così, non solo al bancone della Delta. Il messaggio che ho sottolineato all’inizio, è che spesso avere una connessione internet sul proprio cellulare quando si è in viaggio aiuta molto: noi senza quella avremmo sicuramente perso il volo che Delta nel frattempo ci aveva organizzato. Un bel servizio ma se mancano dei passaggi può risultare non risolutivo (non tutti poi sono tecnologici da avere dimestichezza con le email sul cellulare..viaggiano persone di ogni età).

  2. Ma che bello rileggere di questi luoghi non mi stancherò mai!
    All’appello mi mancano diversi parchi, per ragioni logistiche ho fatto la costa californiana e qualche parco, e non mi sono fermata a Santa Barbara, male 😉
    Info utilissime!!!
    Monica

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